Halo: la serie tv non sarà per ‘tutti’, avrà una identità precisa che a qualcuno non piacerà

L’universo di Halo è, come sappiamo, al contempo crossmediale e transmediale, dato che gli eventi della saga sono stati narrati e, in molti casi, ampliati anche tramite libri, fumetti, animazione e live action. Per l’anno prossimo è in programma la tanto attesa uscita del serial tv, finalmente concretizzatosi dopo tanti stop&go nel corso degli ultimi anni e destinato alla messa in onda tramite la piattaforma Paramount+.

Kiki Wolfkill, executive producer di Halo 4 e Halo: The Master Chief Collection, è da diverso tempo supervisore responsabile degli adattamenti e delle trasposizioni del franchise nei media non videoludici, e intervistata da IGN a proposito del serial in arrivo ha raccontato delle sue prospettive in merito e di come siano importanti anche le prospettive dei fan.

Uno degli aspetti più interessanti di narrare Halo al di fuori del contesto del gioco è il poter spaziare a livello di ambiti e portata d’azione: nel gioco seguiamo principalmente il punto di vista di Master Chief, ma ci sono molte altre cose da vedere, attenzionare, guardare con altri occhi, in un contesto di political drama in salsa sci-fi. Un po’ come in Game of Thrones, secondo Wolfkill.

È fantastico avere queste fanbase e community così appassionante. Ma è anche difficile perché ci sono così tante prospettive. A un certo punto, non puoi soddisfare tutte queste voci. Devi averne una tua.” afferma. “La speranza è poter giocare il gioco e avere la sensazione di capire chi sia un personaggio, per poi fermarti e goderti quest’altra esperienza e questo viaggio differente, vedendo il personaggio sotto una luce nuova senza avere la sensazione di negare quanto già ami della storia del gioco“.

Si tratta, dunque, di un difficile bilanciamento tra le prospettive e i punti di vista dei personaggi. Staremo a vedere l’anno prossimo se questa armonia sarà effettivamente raggiunta.

Fonte: Canale YouTube di IGN.com via Gamespot