PRIME IMPRESSIONI DI CHI HA GIOCATO LA CAMPAGNA DI HALO INFINITE

La sorpresa più grande che mi hanno riservato le prime ore passate in compagnia della campagna di Halo Infinite non è arrivata dalla gradevolissima fase esplorativa e nemmeno dal gunplay, sempre divertente e potenziato dai nuovi equipaggiamenti introdotti dal gioco. No, quello che mi ha sorpreso maggiormente sono stati i personaggi. Halo Infinite vede il leggendario Master Chief ancora una volta impegnato a salvare l’universo da una nuova minaccia, e dopo cinque campagne dense di azione, Chief sembra… provato. Anche un po’ triste, in effetti. È un uomo di poche parole, ma il suo modo di muoversi nelle sequenze filmate e le risposte che dà a chi ha bisogno di lui sono in qualche modo più pesanti, aggravate, rispetto al passato. Questo è Chief senza Cortana. Il suo cambiamento non è necessariamente negativo, però. Anzi, il comportamento trascurato che mette da parte quando deve impegnarsi per ‘portare a termine il lavoro’ è un’indicazione chiara del fatto che la storia di Halo Infinite intende lasciare un impatto maggiore rispetto a quelle del passato.

La pervicace determinazione di Chief è meravigliosamente contrastata dall’entusiasmo della nuova IA che lo accompagna e dall’ansia e dalla fiacchezza del suo pilota. Una buona notizia, visto che 343 non è riuscita a dare un minimo di personalità e motivazioni a Locke nella storia tutt’altro che memorabile di Halo 5: Guardians. Le personalità in contrasto di Halo Infinite non sono le uniche cose per cui attendere il gioco, però. L’esplorazione, intrisa del DNA di Halo, e combattimenti davvero impegnativi possono rappresentare un sollievo nel mondo dei videogiochi odierno, fatto di open world basati su compiti e compitini da portare a termine: pochi sono davvero in grado di offrire un’avventura di rilievo al di là della loro trama principale. Se le cose continueranno come promesso da queste prime quattro ore, penso che Halo Infinite potrà far parte di questa seconda categoria.

Questo non significa che non ci siano alcuni elementi essenziali di Halo Infinite che mi incuriosiscono, soprattutto per capire se 343 Industries sarà in grado di portarli a compimento, come la storia tra Chief e Cortana o capire se il modello aperto adottato funzionerà per tutta la trama. Per ora, quello che ho giocato mi ha lasciata ancora più impaziente di potermi godere il gioco, che sarà disponibile dall’8 dicembre.

In questa preview troverete descrizioni blande su quello che potrete trovare nelle prime ore di Halo Infinite, ed eviterò spoiler riguardo alla storia e all’esplorazione.

Un nemico familiare

Solitamente, Master Chief si risveglia per combattere un nuovo nemico. Halo Infinite, invece, si focalizza su una minaccia già nota per essere comparsa in Halo Wars 2gli Esiliati, un gruppo costituito da Covenant che hanno deciso di abbandonare i profeti e seguire la via dei Brute. La loro potenza viene chiarita subito, nei primi minuti di Halo Infinite, quando gli Esiliati attaccano quella che pare essere un’ampia porzione delle forze UNSC, compreso Master Chief. Abbiamo apprezzato la devastazione causata dai Esiliati nel reveal dell’E3 2019, e quello che ho visto nei primi minuti del gioco non fa altro che riaffermare la loro potenza.

I leader degli Esiliati, Atriox e Excharum, assumono qui il ruolo di avversari principali di Master Chief. Il loro obiettivo per lo Zeta Halo è sconosciuto, ma come tutti sappiamo, se c’è di mezzo un anello le prospettive non sono affatto positive. L’obiettivo principale di Master Chief in Halo Infinite è liberare alcune forze UNSC da Zeta Halo e rovinare qualsiasi piano gli Esiliati abbiano in mente. Il pilota senza nome che abbiamo visto nei trailer lo aiuterà a farlo, per quanto senza grande entusiasmo, ma nel corso della mia partita non ho avuto modo di approfondirne la conoscenza.

Un’altra importante sottotrama ci riporta al conflitto con Cortana. La sua esuberanza l’ha portata a diventare un altro avversario per Chief, ma quello che le è veramente accaduto dopo Halo 5 e se sia o meno stata distrutta resta un mistero. Questo conflitto, per quanto cruciale, sembra essere messo in secondo piano rispetto alla più ampia battaglia contro gli Esiliati, anche se sembra che le due cose siano in qualche modo interconnesse. Tutto quello che sappiamo è che Cortana è stata a Zeta Halo, che qualcosa è successo e che quindi Master Chief si è trovato lanciato nello spazio. Chief stesso non sembra voler spiegare nulla di quello che è accaduto con Cortana: può essere che non lo ricordi, di certo è un aspetto della narrazione su cui gli sviluppatori hanno voluto giocare.

Senza scadere negli spoiler, posso dire che i pochi momenti che trattavano il rapporto tra Chief e Cortana che ho potuto vedere sono stati emozionanti, un pugno nello stomacoHalo Infinite ambisce a regalare una storia all’altezza a tutti i fan della saga, e personalmente ho davvero bisogno che la promessa venga mantenuta, dopo gli inciampi di Halo 5. È difficile immaginare Chief in azione senza Cortana, e per fare in modo che il distacco tra i due sia credibile, qualsiasi cosa succeda in questa campagna, 343 Industries deve necessariamente fornire una conclusione soddisfacente al loro arco narrativo. Essendo un uomo praticamente privo di legami, è importante che questo rapporto, importantissimo, venga reciso con rispetto e con un finale credibile.

Detto questo, non immagino che Halo Infinite rappresenterà un punto di partenza grandioso per giocatori che non hanno mai approcciato la serie. Anche se ci sono alcuni video che riassumono la storia, i migliori momenti che ho visto nelle prime ore del gioco si basavano su una conoscenza piuttosto precisa delle vicende narrate fin qui. Non mi piace l’idea che una parte dei giocatori venga lasciata indietro, ma in termini egoistici preferisco che il gioco sia pensato per i fan di lunga data. A ogni modo, che si conosca o meno la storia, Halo Infinite è sicuramente divertente, da giocare e da esplorare.

Come funziona l’Open World di Halo

Giocare Halo Infinite suggerisce sensazioni nuove e familiari al tempo stesso: un momento si sta passando da una battaglia all’altra in uno dei corridoi di un’astronave, poco dopo si è impegnati al comando di un gruppo di marine, con assoluta libertà di movimento su Zeta Halo. Come dichiarato da 343, Halo Infinite non è esattamente un open world. Certo, ha diverse zone “sandbox” in cui potremo giocare ed esplorare, ma sono separate strategicamente in modo che si possa accedere solo ad alcune parti in ogni dato momento. Zeta Halo è diviso in grandi isole, con baratri a dividerle che semplicemente non possono essere attraversati, almeno non all’inizio. Alcune zone possono essere collegate da ponti, e Chief può richiamare mezzi come il Wasp per volare nelle aree già sbloccate. Insomma, è possibile che potremo muoverci con maggiore libertà tra le aree già disponibili, ma il nostro raggio d’azione sarà limitato e più focalizzato, all’inizio. Le prime zone sono piuttosto ampie, comunque, quindi anche se ero curiosa di andare a scoprire una cosa in un’altra area, avevo comunque molto da fare in quella in cui mi trovavo.

Zeta Halo è letteralmente ricoperto di campi di prigionia UNSC chiamati Forward Operating Bases, zone controllate dagli Esiliati dopo la grande battaglia (e la sconfitta del UNSC). Ripulendo una base e riconquistandola per l’UNSC, si sostituisono di fatto le forze degli Esiliati con quelle dei nostri alleati. Solitamente, si tratta solo di pochi marine, ma sempre meglio di niente. Di positivo c’è anche che ogni base riconquistata funziona da punto di viaggio rapido e contribuisce al nostro livello di Valore. Non vi preoccupate, non si tratta di una valuta da spendere: il Valore è più che altro l’indicatore di quanto territorio sia sotto il controllo dell’UNSC su Zeta Halo. All’inizio si ha accesso a una dotazione di armi di base, veicoli e marine che possono essere richiamati in base a quanto Valore si è accumulato. Eventualmente, si può guadagnarne abbastanza per richiamare degli Scorpion, dei lanciarazzi e altre armi pesanti. Per quanto ho visto finora, accumulare Valore e riconquistare le varie zone è completamente opzionale, ma armi più avanzate e marine aggiuntivi possono certamente aiutare a rendere le missioni più accessibili ai livelli di difficoltà più alti, quindi direi che è un aspetto da non trascurare.

Quindi, cos’altro si può fare quando non si sta indagando sui piani degli Esiliati o liberando marine? Master Chief non è certamente il tipo da fetch quest! L’unica che può veramente dare al nostro Spartan preferito qualche è la sua nuova IA, nome in codice “The Weapon”. Il suo destino è quello di distruggere Cortana, e quello di venire a sua volta distrutta quando il suo compito sarà portato a termine. Anche se sembra che Cortana non esista più, The Weapon sembra sempre felice di aiutarci a scoprire cosa sta succedendo attorno a noi, in attesa di arrivare alla fine della sua vita digitale. The Weapon è interpretata Jen Taylor con inflessioni tra il curioso e l’eccitato, personalmente ho trovato la sua ingenuità affascinante, non certo insopportabile.

Proprio come Cortana, The Weapon indicherà attacchi nemici e obiettivi fondamentali. Inoltre, suggerirà le migliori opportunità per proseguire nel minare le operazioni degli Esiliati, se scova un nuovo campo di prigionia o riceve un segnale di SOS. Una volta, mentre stavo esplorando il lato di una collina, The Weapon ha scovato un campo di marine. Lì ho trovato un fucile da cecchino, una registrazione audio di quello che era successo in quell’accampamento e altri materiali che mi hanno aiutato a eliminare un piccolo contingente di Esiliati che, guarda caso, avevano appena fatto prigionieri i marine dell’accampamento. Gentili a non allontanarsi troppo…

Se non avessi voluto deviare dalla trama principale, avrei potuto lasciare i marine tra le grinfie degli Esiliati e non ne avrei avuto alcuna ripercussione. Ma che genere di Master Chief sarei se l’avessi fatto? Questi tipi di incontri sono tutt’altro che rari, sono abbondanti ma non soverchianti. È un po’ come scontrarsi casualmente con una pattuglia nemica, non rappresentano sostanzialmente un obiettivo ma più che altro una cosa da fare, se si vuole. Il punto è che non mi sono mai dovuta allontanare troppo dal mio percorso per trovare un’attività in cui impegnarmi, e mi sono goduta appieno questi momenti. E per riprendermi dall’azione, niente di meglio che inseguire marmotte spaziali o godersi il panorama.

Non appena sono stata pronta a tornare a combattere, ma non tanto da riprendere la trama principale, mi sono potuta dedicare alle installazioni degli Esiliati più grandi. Ripulirle di solito richiede molto più lavoro dell’eliminazione dei nemici nell’area: distruggere diversi generatori di energia, per esempio, o altre attività di questo tipo. Sembra che ci siano solo poche di queste installazioni per ciascuna area, e garantiscono una buona quantità di Valore come ricompensa. Un’altra attività “minore” che si può affrontare ci porta a metterci a caccia di alcuni specifici obiettivi degli Esiliati che, una volta uccisi, ci fanno raccogliere versioni uniche delle loro armi, che si possono equipaggiare nelle Forward Operating Base. Gli obiettivi che ho incontrato non erano particolarmente difficili da eliminare, ma potevano contare su molto supporto, e i combattimenti si svolgevano in arene ridotte, progettate in modo che fossero in vantaggio. Una volta che tutti questi obiettivi sono stati raggiunti, si nota un numero più ampio di marine che pattugliano la zona, e in alcuni casi mi hanno aiutato a sconfiggere i nemici che infestavano un’area.

Ho anche scoperto stanze segrete tra le montagne, guardate a vista da piccole pattuglie di Esiliati. Una volta eliminati, ho potuto raccogliere armi rare e uniche, come il Backdraft Cindershot, una variazione di un lanciarazzi. Ho deciso di riservarne le munizioni per il successivo incontro con gli Esiliati asserragliati in un accampamento, per aggiungere ancora più divertimento agli scontri.

E, naturalmente, ci sono i collezionabili. Alcuni, come le registrazioni audio della UNSC e alcune armature destinate al multiplayer, sono indicate sulla mappa una volta che una certa base è stata liberata, visto che sono considerati come segreti che erano stati appresi dagli Esiliati. Ma i collezionabili più importanti, come i teschi, vanno cercati. Rappresentano una sfida equilibrata, anche se il nuovo scanner li rende un pochino troppo facili da trovare, se si ha almeno un’idea generale di dove cercarli. Lo scanner si attiva con una semplice pressione sul d-pad ed evidenzia brevemente le armi, gli obiettivi e i collezionabili presenti nelle vicinanze. La sua portata è ridotta, però, quindi non si tratta di un cheat per trovare facilmente ogni segreto nascosto. Oltre alle registrazioni audio del UNSC si possono anche trovare registrazioni degli Esiliati e di altri abitanti dell’anello: ascoltandole si arricchisce la storia di Halo Infinite.

La struttura frammentata di Zeta Halo fa sì che, guardando con attenzione, si possa scorgere qualcosa di interessante attraverso il crepaccio che divide le varie zone, ma come dicevo in precedenza, l’unica cosa che si può fare in quei casi è farsi un appunto mentale per una sessione di gioco successiva. L’esplorazione è stata un po’ frettolosa a causa del poco tempo che avevo a disposizione, ma mi sono divertita ad andare in giro su Zeta Halo. Tutto quello che ho trovato ha aggiunto contesto alla trama del gioco, o ha promesso un arricchimento futuro: ci sono anche alcune splendide easter egg, ma su questo per ora meglio non addentrarsi.

Non sarebbe giusto tralasciare i dialoghi tra i Grunt e i Marine: voglio fare i miei complimenti a chi li ha scritti, perché sono spassosissimi. I Grunt sono scemi e stranamente sicuri di sé, come sempre del resto, e possono contare su un numero sorprendente di battute e linee di dialogo. A un certo punto mi sono nascosta dietro a una struttura solo per ascoltare due Grunt che discutevano dei piani che avevano in serbo per gli umani. I Grunt sono da sempre una delle mie componenti preferite di Halo, e mi ha fatto piacere vedere che anche in Halo Infinite avranno un’importante presenza comica. Uno è addirittura riuscito a diventare il Ministro della Propaganda degli Eletti, ma vi lascerò il piacere di scoprire cosa questo significhi.

I marine, d’altro canto, sono più spavaldi e in genere si esaltano quando sono in mezzo all’azione. Ogni volta che ho incontrato un gruppo di soldati catturati, li lasciavo legati fino a che non avevo eliminato i nemici più pericolosi. Ho cercato il più possibile di salvare le loro vite, insomma. In ogni caso, è stato splendido sentirli mentre chiedevano a Chief di liberarli, non per mettersi al sicuro, ma perché potessero unirsi a lui in battaglia. Il loro atteggiamento positivo nel corso degli spostamenti, poi, rende l’esplorazione ancora più divertente: non dimenticherò mai il marine che mi ha detto di divertirsi da morire nel momento in cui abbiamo scoperto una caverna segreta: aveva trovato un’arma speciale, e se l’è tenuta per sé!

Strumenti del mestiere

Solo perché Zeta Halo è un sandbox più grande e più aperto, non significa che 343 Industries abbia improvvisamente iniziato a inserire degli enigmi o affidare compiti inadeguati a un super-soldato geneticamente modificato come Master Chief. Combattere i nemici e distruggere le loro risorse era e continua a essere il fulcro del gameplay di Halo Infinite, e sia che stessi affrontando un branco vagante di Esiliati o infiltrandomi in una fortezza per affrontare una missione della campagna, la natura più aperta di Infinite ha solo ampliato il numero di opzioni a disposizione del giocatore in fase di combattimento. Avendo rigiocato la trilogia originale molte volte, la scelta e l’eccellenza delle armi erano essenziali per spingermi a ritornare.

In una zona, ho trovato un modo per scalare un lato di una scogliera ed entrare in un campo attraverso una porta aperta, saltando così diversi gruppi di Esiliati e raggiungendo il mio obiettivo più velocemente. In un’altra area ho effettuato un’irruzione con un Ghost, falciando tutti i nemici sul mio cammino fino a quando non è arrivato un Brute dotato di armi più pesanti. Ho trovato un gioco capace di offrire tanti modi di raggiungere e completare gli obiettivi, anche nelle strutture caratterizzate fortemente dai classici “corridoi”.

Se avete avuto la possibilità di prendere parte a uno dei test del comparto multiplayer, l’eccellenza proposta da Halo Infinite nel gunplay non dovrebbe essere una sorpresa. La campagna mi ha fatto conoscere altre armi interessanti non ancora apparse nel multiplayer: c’è il Disruptor, una piccola pistola shock che non fa infligge troppi danni nell’immediato ma elettrizza i nemici nel tempo. Ho un debole per armi come la VK78 Commando o la Pistola ad Aghi quando le vedo, ma sapevo che mi sarei divertita con qualsiasi cosa avessi trovato, indipendentemente dalla mia familiarità con quell’arma.

Se vi capita di trovare un’arma speciale che vi piace, potete rischiare di tenerla a secco in uno dei consueti due slot per le armi e riequipaggiarla dopo aver trovato altre munizioni. Ciò è stato reso più facile grazie alle nuove casse per ciascuno dei tipi di munizioni (plasma, cinetica, shock, e così via). Queste stazioni di munizioni non sono abbondanti, ma sono certamente importanti nelle aree in cui le munizioni scarseggiano.

Un’altra parte importante della dotazione di Master Chief che abbiamo potuto provare in multiplayer è l’equipaggiamento, e non sorprende che l’eroe assuma una forma più potente nella campagna. Ciascuna delle cinque opzioni di equipaggiamento può essere aggiornata con una risorsa chiamata Spartan Core in una forma leggermente più potente una volta che si raccolgono abbastanza nuclei. Gli upgrade possono introdurre novità come una scarica elettrica e uno stordimento a qualsiasi bersaglio colpito dal rampino o una seconda carica per il Thruster. A differenza delle armi, l’equipaggiamento è aggiunto permanentemente alla dotazione di Master Chief e può essere cambiato in qualsiasi momento. Come la maggior parte degli elementi dell’open-world, trovare i Spartan Core (la maggior parte non sono difficili da scovare) e migliorare l’equipaggiamento rappresenta una componente opzionale dell’esperienza di gioco.

Lo stesso Master Chief, peraltro, non inizierà l’avventura con l’equipaggiamento al completo, e anzi troverete nuovi strumenti da utilizzare in momenti specifici della storia. La mancanza di un pezzo specifico dell’equipaggiamento non vuol dire necessariamente che viene impedito l’accesso a certe aree (o perlomeno non ho visto alcun posto apparentemente irraggiungibile), come succede nel genere metroidvania, ma raggiungere o affrontare incontri difficili potrebbe essere più gestibile con un equipaggiamento superiore. Il rampino è il primo oggetto che Master Chief ottiene nella campagna, e onestamente non avrei potuto immaginare di esplorare Zeta Halo così velocemente senza di esso: correre e sparare al terreno davanti a me, per poi scivolare al fine di spingermi in avanti era un modo incredibilmente divertente e veloce di spostarsi quando non c’erano veicoli disponibili, ma anche un modo per tirarmi fuori dai guai quando i miei scudi calavano vertiginosamente.

Una sfida adatta a uno Spartan

Una delle cose che adoro fare quando esce un nuovo Halo è impostare il livello di difficoltà a Leggendario e giocare la campagna in solitaria. Al lancio di Halo 5 abbiamo organizzato una sfida nella redazione di IGN per determinare chi sarebbe riuscito a completare per primo una campagna Leggendaria in solitaria (spoiler: ho vinto io!) e se dovesse succedere con Halo Infinite, ho la sensazione che ci vorrà un po’ più tempo per riuscirci. Nel corso della mia prova di Halo Infinite, ho scelto di giocare a difficoltà Eroica per la maggior parte della mia sessione. Stavo correndo contro il tempo per progredire più che potevo, quindi ho scelto di non provare per il momento la difficoltà Leggendaria. Sono felice di affermare che, quando si tratta di difficoltà, anche la Eroica non scherza mica. Ho giocato un po’ al livello Normale e ho trovato che, com’è logico immaginare, fosse più semplice, ma comunque in grado di offrire il giusto tasso di sfide affrontando i nemici più pesanti e nelle boss fight.

La maggior parte dei momenti topici della storia si svolge in grandi e inquietanti strutture che potrebbero essere viste come qualcosa di simile a dei dungeon. Questi offrono un’esperienza più tradizionale per l’universo di Halo, e per quanto riguarda le missioni della storia principale, ho trovato che fossero abbastanza lunghe, con ciascuna delle aree principale che ha richiesto all’incirca da 30 a 60 minuti per essere completata. Mi sono imbattuta in un sacco di Grunt e Jackal sostenuti da occasionali Brute o Elite: mentre queste quattro tipologie di nemici costituivano la maggior parte degli avversari che ho affrontato, la varietà nel loro approccio e stile non è mancata di certo. Alcuni Grunt dispongono di un quantitativo maggiore di armatura rispetto ad altri, i Jackal hanno una versione più aggressiva e agile chiamata Jackal Skirmisher, mentre Brute ed Elite dispongono di tutti i tipi di armature e armi. Ho affrontato anche un manipolo di Brute così ben equipaggiati da essere quasi classificati come una sorta di mini-boss fight. Anche gli Hunter fanno il loro ritorno, confermandosi come sempre molto divertenti da combattere.

Essendo questo un altro anello Halo, i Flood sono appena accennati, anche se non li ho mai visti personalmente, così come i Prometeici. L’intenzione di 343 Industries di recuperare l’essenza di Combat Evolved in Halo Infinite significa che non c’è effettivamente spazio per loro, e in tutta onestà mi sono divertita ugualmente anche in loro assenza. Non ho visto alcun Drone, e spero che il nuovo nemico volante e armato, lo Skimmer, possa rimpiazzarli: non saranno nemici inediti per questo nuovo capitolo della serie, come confermato dagli sviluppatori nel blog Inside Infinite di ottobre.

Le vere stelle del combattimento, però, sono le boss fight. Si tratta di combattimenti con i boss nella maniera più vera, con tanto di barre della salute, scudi e un’arena specifica. La prima boss fight con Tremonius è stata svelata in occasione dell’ultimo reveal della campagna, e posso confermare che questo nemico mi ha messo a dura prova, all’inizio. Questi boss (ne ho combattuti alcuni nelle prime ore della campagna) non stanno certamente lì fermi ad aspettare che il giocatore capisca come affrontarli. Tremonius è entrato a pistole spianate e mi ha fatta fuori due volte di fila, e fino a quel momento avevo gestito la difficoltà Eroica senza particolari problemi. Sono rimasta sbalordita nel vedere come l’aggressività di Tremonious e il supporto di due Jackal abbiano effettivamente influenzato il tasso di sfida, e così mi sono messa subito al lavoro su una strategia: sebbene pensare in anticipo e utilizzare le risorse in modo efficiente sia importante al livello di difficoltà Leggendaria, sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere come anche il livello Eroico richiedesse un approccio più strategico rispetto al passato.

Finora ho esplorato solo una frazione di Halo Infinite. Anche se la mappa non è grande come quella di Red Dead Redemption 2 o di un qualsiasi Assassin’s Creed – anzi, è abbastanza lontana da questo genere di giochi – ciò che contiene sembra offrire un’esperienza più curata, impreziosita da un eccellente sistema di combattimento. È più vicino a un gioco della serie Batman Arkham in termini di approccio al “mondo aperto”, rispetto ai giochi citati. Dopo aver speso qualche ora in compagnia del nuovo capitolo, sono abbastanza sicura che la componente esplorativa di Halo Infinite mi piacerà, ma la storia è ciò che mi incuriosisce maggiormente in questo momento. 343 Industries ha bisogno di creare una narrazione convincente, specie nella risoluzione del rapporto tra Master Chief e Cortana. Se riusciranno a farlo, allora avranno trasformato con successo Halo in un “loro” gioco.

Founder di HALOSOFIA (ex project) //// Founder di AXIOS Halo Italia //// Youtuber & Streamer (Riv3rse) //// Editor presso "Le più belle frasi di Halo" (FB) ////

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